
Lazzari
una storia napoletana
di
Ottorino Gurgo
Edizione Guida
dalla prefazione:
uno spaccato imponente ed eccezionale di tre secoli di storia del regno di Napoli, partendo da quel 1647, nel quale convenzionalmente, come quasi in tutte le rivoluzioni, irrompe sulla scena di Napoli un nuovo, vero e proprio soggetto politico, animato e reso celebre dalla peggiore feccia del popolo: “una turba di diseredati, sopravvissuti allo scorbuto, alla difterite, ad innumerevoli infezioni e malattie; belve abituate a vivere nelle grotte o sulle spiagge, sotto la volta del cielo, sui gradini delle chiese, sotto un portico, nei cortili dei palazzi dei signori. Una canaglia che, con espressione efficace e sinteticamente perfetta, gli spagnoli avevano denominato laceria, perciò lazzari erano chiamati coloro che vi appartenevano”.
Questa marmaglia vermicolante negli anfratti più reconditi della città, con palcoscenico abitualle la piazza del mercato del Carmine, da masaniello in poi è stata sempre strumentalmente gestita da altri perfidi e malavitosi personaggi, magari impaludati di pregiati indumenti e di titoli nobiliari o di potenti incarichi burocratici, ancora piu nefasti e perniciosi degli incolti lazzari, che noi chiamiamo, con significato ancor più dispregiativo “lazzaroni”.